Il portafoglio che non deforma la tasca
Un portafoglio troppo spesso si vede attraverso il tessuto, entra male in una tasca interna e finisce per gonfiare la giacca. Il più delle volte la colpa non è delle carte, ma del taglio: soffietti troppo generosi, una fodera spessa, impunture che aggiungono volume proprio.
Una costruzione piatta, pensata per restare sottile
Gli alloggiamenti sono tagliati in un solo pezzo, senza soffietti superflui. Piegato, resta piatto anche con sei o sette carte inserite. È la differenza che gli permette di entrare in un taschino o nello scomparto piatto di una borsa senza deformarlo.
Due formati, e la scelta dipende dalla tasca
Le carte stanno in altezza. Più compatto in larghezza, cade bene in una tasca interna della giacca.
La disposizione classica, accesso più diretto alle carte superiori. Il formato più comune per la tasca dei pantaloni.
Tre tonalità, scelte per stare accanto a una borsa
Il marrone si abbina ai cuoi caldi e alla ferramenta dorata. Il grigio è il più neutro dei tre, non stona con nulla. Il blu è l’unico che si nota, per chi ama che il dettaglio parli un po’.
Cuoio PU, e il marchio impresso sopra
Il materiale è cuoio PU, non pieno fiore. Quello che porta qui è concreto: una superficie uniforme che non si segna dove sfregano le carte, un tono identico su tutto il pezzo e pulizia con un panno umido. Il nome baellerry è impresso in piccolo su un lato. È il marchio del produttore, fa parte dell’oggetto, e preferiamo dirtelo prima dell’acquisto.
Cosa contiene davvero
Da sei a otto tasche per carte a seconda del formato, uno scomparto per banconote a tutta larghezza e una finestra trasparente. Nessun portamonete a soffietto: è proprio questo che mantiene l’insieme piatto.




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